2014

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Benny Safdie, Josh Safdie

·IMDb·Letterboxd

Heaven Knows What

Love Story

Harley vive per strada a New York, eroinomane tra biblioteche e marciapiedi di Manhattan; Ilya è l'amore che la respinge e la domina. Le dice che se lo amasse davvero si ucciderebbe e lei si taglia le vene davanti a lui. Storia vera, recitata dalla protagonista sul memoir che ha scritto.

Tratto daMad Love in New York CitydiArielle Holmes

Heaven Knows What - Recensione

All'inizio stavo quasi per arrendermi perchè poteva sembrare (vagamente, sono molto sensibile) un film horror, cosa che non sopporto. Non è un caso: i Safdie lo hanno costruito come un'opera lirica, con uno stile di ripresa ravvicinato e a tratti scomodo e una colonna sonora fatta di versioni elettroniche e inquietanti di Debussy firmate Isao Tomita, che ogni tanto coprono perfino i dialoghi. Poi devo dire che la tecnica registica del seguire il protagonista da vicino, inquadrandogli costantemente la faccia in primo piano, ha funzionato, nel senso che mi sono affezionato alla protagonista, soprattutto avendo il pregiudizio di averla trovata bella nella prima scena, forse l'unica davvero felice di tutto il film. La cosa curiosa è che quella vicinanza è un'illusione ottica: Sean Price Williams ha girato tutto con teleobiettivi lunghi, proprio perché il cast di non attori venisse osservato senza accorgersi della macchina da presa. E il tuo pregiudizio iniziale coincide con quello del regista: Josh Safdie la vide salire in metropolitana mentre lavorava sotto copertura nel Diamond District per un altro film, e disse al produttore che era la ragazza più bella che avesse mai visto. Quel film che stavano preparando era Uncut Gems, e lo accantonarono per seguire lei. Sono indeciso se dare 3 stelle o 3.5.... È un film che può piacere a tutti gli appassionati dei film d'autore sulla droga. Questo a livello di drammaticità non ha molto da invidiare a tutti gli altri... Inoltre la storia non è banale, perchè segue il caso e il caos di una quotidianità di più personaggi, con le loro vite che si intrecciano tra dipendenze chimiche, affettive e violenza gratuita. E non è banale per un motivo preciso: Arielle Holmes era davvero senza casa e dipendente da eroina quando fu scelta, e Safdie la convinse a mettere per iscritto la sua vita pagandola a pagina, ottenendo un manoscritto di centocinquanta pagine intitolato Mad Love in New York City; il film è quello, e lei recita se stessa. L'unico attore professionista in tutto il film è Caleb Landry Jones. La società normale fa da sfondo a questi rifiuti umani della metropoli, che sono i protagonisti di tutto il film, tra spacciatori, dipendenti di eroina e vecchi dementi. Sono comunque contento di averlo visto anche se mi ha lasciato con una tristezza che non mi faceva addormentare. Alla fine il film permette di identificarsi intimamente con i personaggi e vivere le loro sofferenze, senza giudicarli troppo. Presentato a Venezia nella sezione Orizzonti nel 2014, ha incassato in tutto poco più di ottantamila dollari.