1. L'Archivio delle Pillole Colorate

Donne e uomini sono bombardati da teorie su come dovrebbero vivere le relazioni. Queste prospettive filtrano i meccanismi del desiderio, aiutandoci a razionalizzare i comportamenti, o illudendoci di farlo. L'intento è disperato in partenza: spiegare tutto quello che succede dentro di noi con categorie preconfezionate. Il consiglio opposto, quello di seguire semplicemente il cuore, ormai sembra ingenuo anche ai giovani, inadatto a gestire situazioni davvero travolgenti. Sono soprattutto i ragazzi a cercare interpretazioni schematiche, oppure anche le ragazze coltivano il bisogno di misurare e inquadrare i fenomeni del dating?

LoveXposure nasce da questa contraddizione. È un archivio delle tendenze nel mondo del dating, passate, presenti e forse future, che non pretende di risolvere nulla, ma di rendere visibile quello che già circola. È un osservatorio in cui gli utenti possono esaminare le idee in gioco, capire che cosa li tocca e cosa no, farsi delle domande e rispondere a quiz interattivi. Il filo comune è uno solo: tutte queste subculture, per quanto distanti, ruotano attorno all'amore.
Nelle piattaforme frequentate oggi dalla Gen Z, come Reddit, YouTube, TikTok e altri social, circola uno slang legato alle dinamiche tra mondo maschile e femminile. Le sue radici affondano nelle culture internet precedenti: i forum, i blog e le community online degli anni Duemila e dei primi anni Dieci. Le cosiddette colored pills derivano dalla metafora introdotta nel film The Matrix (1999) e descrivono visioni diverse delle relazioni, del sentimento e dei rapporti sociali, da quelle più romantiche fino alle più ciniche o disilluse. Ogni pillola condensa una prospettiva in formula.

La Red Pill promette un risveglio dal romance a lieto fine in stile Disney, che invece è rappresentato dalla Blue Pill. La Black Pill porta il disincanto all'estremo, sfociando nel fatalismo degli incel, i celibi involontari di cui è proprio il detto: Only looks and money matter. In reazione alla nera, con la White Pill si invita all'ottimismo trasversale, all'idea che la felicità sia alla portata di tutti, a prescindere da aspetto e ricchezza, una felicità luminosa che si costruisce dall'interno; la Purple Pill corrisponde all'intenzione di portare equilibrio secondo il buon senso, si proclama neutrale e moderata, adattata alla sensibilità contemporanea; con la Pink Pill si identificano sia frange di femminismo radicale che poli opposti, tra femcel e tradwife: stessa etichetta, teorie diverse. L'Orange Pill, più economica che sociale, promuove la sovranità finanziaria e l'individualismo, è il simbolo dei Bitcoiners; Follow the money è per loro un motto che, tra l'anarchia e il materialismo, declama un approccio liberale anche nei rapporti. La Green Pill, infine, incoraggia lo sviluppo personale verso una consapevolezza olistica e un'apertura "spirituale" new age, con la tendenza a far convergere tutto in una vaga idea di amore universale.
Queste pillole colorate possono, prima di tutto, confonderci. Superato lo stordimento iniziale, aggravato dalla forte presenza di neologismi, si constata come i problemi che accomunano gli orientamenti siano tutti legati alle stesse tecnologie che dovrebbero offrire soluzioni: social media burnout, dating apps che guadagnano sull'insicurezza degli utenti, dipendenza da informazioni qualsiasi, pornografia, algoritmi che giocano sui bisogni sessuali per stimolare dopamina. Lo schermo promette amore, produce frustrazione, tenendo separate le persone dalla soddisfazione concreta. «Non conviene reprimere», dice il buon senso mainstream: ed eccovi lo sfogo "sano", che non risolve nulla. Le big tech del dating online sono possedute dal Match Group (quotato al Nasdaq: MTCH), che basa le campagne di marketing su una trasmissione quasi fanatica dei valori politically correct di tendenza. Il gruppo ha dominato il settore per più di dieci anni, con una storia aziendale che pochi conoscono. Vale la pena analizzare come questi colossi occidentali stiano trasformando il punto di vista attraverso cui ci avviciniamo all'intimità.
Le ripercussioni più interessanti si leggono sul piano sociale, quasi antropologico, ascoltando chi del dating ha fatto scuola, o un business: coach, autori di video motivazionali, youtuber e altri professionisti più o meno improvvisati che sono diventati i portavoce diretti su questi temi. Si fa leva sulla voglia che tutti hanno di connessioni autentiche e di emergere per il proprio valore e non si risparmiano le estremizzazioni più bizzarre e radicali. C'è un livello più nascosto su cui possono agire le dinamiche culturali in questione. Molti non riescono a raggiungere l'intimità perché portano ferite affettive irrisolte. Altri si identificano in un'introversione che riduce il socializzare a un compito fastidioso. Per chi ha vissuto un isolamento emotivo prolungato, il nodo può farsi difficile da sciogliere. Queste persone hanno bisogno di riscoprirsi. Eppure il desiderio di crescere attraverso l'amore incontra un sovraccarico di opinioni altrui, costruite più per nutrire il dibattito contemporaneo che l'intensità della propria esperienza, soprattutto quando si tende a remare controcorrente. Alcuni hanno fatto del loro dolore una bandiera. C'è una tensione silenziosa tra i sessi che non ha nulla a che fare con il magnetismo naturale: è fatta di fraintendimenti di linguaggio, alimentati da chi ha interesse a tenere i fronti separati. La discussione sui ruoli di genere sfocia in battaglie ideologiche raffinate e articolate, con una filosofia che spesso è degna di slogan pubblicitari. Maschi e femmine hanno bisogno gli uni delle altre per emanciparsi dalle idee che tendono a dividerli. La voglia di amarsi di Adamo ed Eva nel giardino non è un sogno da film Disney: è una condizione primaria, terrena e necessaria quanto il coltivare cibo.





