1993

·

Richard Linklater

·IMDb·Letterboxd

Dazed and Confused

Love Story

Mitch sta per entrare al liceo di una cittadina texana e sopravvive al nonnismo dei più grandi, pagaiate comprese; Julie è poco più grande e lo nota proprio quella sera. Ultimo giorno di scuola del 1976: birra nei parcheggi, festa alla moon tower, un bacio in auto a notte fonda.

Dazed and Confused - Recensione

Mi è rimasto impresso quel che ha detto Tarantino su come ha conosciuto Linklater mentre stava facendo Pulp Fiction e di come gli unici due film che è riuscito a vedere in quel periodo siano stati proprio Dazed and Confused e Carlito's Way... Dice che non saprebbe dire quali altri film sono stati visti "multiple times" da 3 generazioni di college students.... E che si ritrova molto in quella narrazione degli anni 70, gli stessi in cui lui ha vissuto quell'età adolescenziale. Del resto Tarantino lo ha messo nella sua lista dei dieci migliori film di sempre e lo chiama il più grande hangout movie mai realizzato: basterebbe questo come motivazione per vedere questo film. Da parte mia posso confermare che è un capolavoro dal punto di vista registico, mi piace molto quando le vite di tanti protagonisti sono intrecciate e questo film sa farlo in maniera molto leggera, tra la commedia e il dramma, ma sempre molto divertente. Fa impressione pensare che nel 1993 non se ne accorse quasi nessuno: costato 6,9 milioni ne incassò 8,2, e diventò un cult solo dopo, in videocassetta, dopo che Gramercy lo aveva venduto al pubblico come filmetto sulle canne, con grande disappunto di Linklater. Inoltre il passaggio tra una vita e l'altra, tra le scene del privato e quelle collettive di gruppo, è talmente smooth da permettere a chi guarda di sentirsi catapultato all'interno di quell'atmosfera e quegli anni.... Metà del merito è della colonna sonora, su cui Linklater si giocò tutto: un sesto del budget se ne andò in diritti musicali, e Robert Plant negò la licenza per "Rock and Roll", così che il film prende il titolo da una canzone dei Led Zeppelin senza contenere una sola nota dei Led Zeppelin. Gli Aerosmith si fecero pagare "Sweet Emotion" per i titoli di testa e poi rifiutarono di farla uscire sul disco ufficiale. Ma soprattutto quel modo di vedere la vita nell'ultimo giorno di scuola, dove tutto è romantico per definizione, dove la droga è parte del cervello e del cuore, dove la violenza viene vista come un dovere, un passaggio obbligato anche per gli adulti, che chiudono l'occhio su molte cose, perchè le hanno fatte anche loro... Un film sull'età che cambia, sulla nostalgia del futuro, sulla malinconia del presente, un film sull'innamoramento, sulla gioia di vivere, sulla routine incantata di un'America e di un sogno che non c'è già più nella realtà di oggi. E il bello è che Linklater voleva ottenere l'effetto opposto: ha dichiarato che gli anni Settanta gli facevano schifo e che Dazed doveva essere un film antinostalgico, salvo poi ammettere che è come provare a girare un film contro la guerra. Il film gli è sfuggito di mano esattamente nella direzione che lo rende immortale. Un film che lascia tristezza per l'impossibilità di rivivere per davvero quella vita insieme ai protagonisti, nonostante non mi venga in mente nessun fatto così raro e unico da identificare come ciò che mancherebbe oggi, eppure l'atmosfera è unica e credo davvero irripetibile nella realtà di oggi.