Un RAG personale che impara a narrare chi sei
Registro un vocale quasi ogni giorno. Il materiale si è accumulato per mesi e dentro ci sono le persone che vedo, i posti dove torno, le stesse questioni riprese a distanza di settimane. Alice, Dario, Valeria: i nomi tornano, e ogni volta ricomincio da capo, perché la registrazione di luglio non sa niente di quella di giugno.
Una trascrizione mi restituisce le parole e si ferma lì. Non mi dice come è cambiato un rapporto in tre mesi, dove finisce la lucidità e comincia l’euforia, quando ho ripreso in mano una cosa che avevo lasciato. Ho l’archivio più dettagliato che abbia mai avuto della mia vita e non riesco ad attraversarlo.
La parte tecnica esiste già e costa poco. Whisper trascrive l’audio quotidiano con una qualità che fino a poco fa richiedeva un servizio a pagamento, NotebookLM mostra come si interroga un corpus personale e la memoria contestuale privata si costruisce sopra strumenti che oggi sono a portata di una persona sola.
Quanto sia grande il pubblico lo scopriamo strada facendo. Non esiste una ricerca di mercato su chi tiene un diario vocale quotidiano. La fase uno costruisce il corpus minimo, e il passo dopo è portarlo davanti a qualcuno che non sia il primo utente.
Il primo utente è chi ha già il materiale. Mesi di audio quotidiani registrati senza uno scopo preciso, che oggi restano in una cartella e non si rileggono mai, perché riascoltare un’ora di vocale per ritrovare un episodio non lo fa nessuno.
Poi c’è l’uso privato profondo di creativi, terapeuti e praticanti spirituali. Persone che tengono già un diario per mestiere o per disciplina, e che oggi lo tengono scritto, con la perdita di tutto quello che sta nella voce.
Infine chi vuole pubblicare pezzi del proprio diario, sul modello di un Substack autobiografico. Oggi riscrive a mano il pezzo pubblicabile e butta il resto.
Carichi l’audio della giornata e il sistema lo trascrive. Correggi la trascrizione dove sbaglia e tagghi i passaggi che contano. Quando compare un nome lo apri e ci scrivi dentro chi è, poi quel nome diventa un nodo su una mappa che cresce con il diario. Sopra ci puoi appoggiare uno strato che ti fa domande, se lo vuoi.
La trascrizione funziona come Whisper o NotebookLM, con un’interfaccia pensata per l’editing emotivo. L’evidenziatore affettivo marca i momenti e li trasforma in tag come vergogna, lucidità ed euforia.
Ogni volta che emerge un nome, Alice o Dario o Valeria, puoi aggiungere i dettagli biografici (età, relazione, eventi), collegare gli episodi precedenti e annotare come le cose sono cambiate nel tempo. Quella scheda resta e si arricchisce da sola man mano che il nome ritorna.
Una timeline interattiva, o un cervello in tre dimensioni, che mostra i personaggi come nodi, i temi come livelli e gli stati interni come colore, con la valenza emotiva sulla scala. Serve a vedere in una schermata quello che nel diario è sparso su mesi.
Uno strato coach, disattivabile, che genera domande sul materiale, come «Rileggi i tuoi passaggi sulla disciplina: cosa noti?» oppure «Confronta le tue emozioni tra due giornate». È l’unico componente dichiarato opzionale fin dall’inizio.
Giovedì sera, undici minuti di vocale registrati camminando. Il giorno dopo la trascrizione è pronta e dentro c’è un nome, Monica, comparso per la terza volta in tre settimane. Apri la scheda e ci trovi quello che avevi già scritto: chi è, com’è cominciata, i due episodi collegati a giugno.
Aggiungi la riga di ieri, marchi il passaggio come lucidità e chiudi. Sulla mappa il nodo Monica si è ingrossato e ha cambiato colore fra il primo episodio e questo. Più tardi lo strato coach ti chiede di rileggere i tuoi passaggi sulla disciplina e di dire cosa noti, e quella è la prima domanda a cui non sai rispondere subito.
Non è un archivio di trascrizioni con la ricerca testuale sopra. Non è un’app di coaching, perché lo strato che fa domande si spegne e il diario continua a funzionare. Non pubblica niente per conto suo. La parte pubblicabile la sceglie chi scrive, un pezzo alla volta.
Se trascriviamo da dieci a venti giornate audio di giugno e luglio e scriviamo a mano il JSON del contesto, allora la navigazione fra diari diversi diventa possibile, e lo vediamo quando una domanda come «tutti i momenti con Alice e Dario» restituisce gli episodi giusti.
Il numero di giornate è una stima. La misura è una sola, e la fase uno la può produrre con l’audio già registrato.
| Fase | Cosa contiene | Criterio di uscita |
|---|---|---|
| Uno, corpus minimoSiamo qui | Da dieci a venti giornate audio di giugno e luglio, trascritte con Whisper, più un piccolo JSON del contesto scritto a mano con persone, luoghi, abitudini e temi. | Da fissare con i dati della fase precedente. |
| Due, prototipo web | Una webapp in React e Convex con player audio e trascrizione sincronizzata, editor contestuale dei personaggi e pannello della memoria a lato. | Da fissare con i dati della fase precedente. |
| Tre, espansione semantica | Tagging automatico con riconoscimento delle entità e analisi del sentiment, più i test di navigazione fra diari diversi. | Da fissare con i dati della fase precedente. |
La fase uno lavora su materiale che esiste già, quindi si comincia senza aspettare altro.
Il nome del prodotto è ancora in lavorazione.
Non è deciso quale uso viene per primo. Il diario privato, la pubblicazione selettiva e l’archivio autobiografico generativo, quello in cui un giorno il modello ti parla come parleresti tu, portano il prodotto in tre punti lontani.
Resta il tema più delicato. Un diario vocale contiene le persone che ci stanno intorno, con nomi e dettagli, e quel materiale appartiene a chi lo registra. Il corpus e le schede dei personaggi sono privati, e le regole scritte per quei dati accompagnano il prototipo fin dalla prima versione.